Con l’ingresso nell’ultimo trimestre dell’anno, per imprese e professionisti è il momento di iniziare a guardare oltre il semplice andamento mensile dell’attività e provare a capire come potrebbe chiudersi il 2026.

Aspettare gennaio o la predisposizione del bilancio per scoprire se l’anno si è concluso con un utile elevato, un risultato inferiore alle attese o una situazione di tensione finanziaria significa limitarsi a prendere atto di qualcosa che è già accaduto. Una proiezione di fine anno, effettuata quando mancano ancora alcuni mesi alla chiusura dell’esercizio, consente invece di avere informazioni utili per programmare le decisioni successive.

Fatturato, costi, investimenti, liquidità e carico fiscale possono essere stimati sulla base dei dati già disponibili e delle previsioni per gli ultimi mesi dell’anno. Non si tratta di conoscere in anticipo il risultato definitivo, ma di costruire uno scenario sufficientemente attendibile per arrivare alla fine del 2026 con maggiore consapevolezza.

Perché fare una proiezione di fine anno già a settembre

I primi otto o nove mesi dell’anno forniscono generalmente una base significativa per valutare l’andamento dell’attività. È possibile confrontare ricavi e costi con quelli dell’anno precedente, verificare eventuali scostamenti rispetto agli obiettivi iniziali e inserire nella previsione gli ordini, i contratti e le spese già programmati per l’ultimo trimestre.

La domanda da porsi non è quindi soltanto “quanto abbiamo fatturato finora?”, ma soprattutto “con questi numeri, dove stiamo andando?”.

Un aumento del fatturato, ad esempio, non corrisponde necessariamente a un aumento dello stesso livello dell’utile. Potrebbero essere cresciuti anche il costo delle materie prime, il personale, i servizi, gli interessi o altre spese operative. Allo stesso modo, un’impresa con un buon risultato economico potrebbe trovarsi ad affrontare problemi di liquidità se una parte rilevante dei crediti non è stata ancora incassata.

La proiezione permette di mettere insieme questi elementi e ottenere una visione più completa.

Stimare in anticipo l’utile o la perdita del 2026

Uno degli obiettivi principali è elaborare una stima del risultato economico dell’esercizio.

Partendo dalla situazione contabile disponibile è possibile proiettare ricavi e costi fino al 31 dicembre, considerando anche operazioni che ancora non sono state registrate ma che possono essere ragionevolmente previste.

Se la simulazione evidenzia un utile superiore alle aspettative, l’impresa può iniziare a valutare le conseguenze economiche, finanziarie e fiscali della chiusura dell’anno. Se emerge invece una marginalità in diminuzione o addirittura una possibile perdita, diventa possibile approfondirne le cause prima della fine dell’esercizio.

È proprio questo il principale vantaggio di una previsione: trasformare i dati contabili in uno strumento per prendere decisioni, anziché utilizzarli soltanto per descrivere quanto è già successo.

Non solo utile: attenzione alla liquidità

Un buon risultato economico non significa automaticamente avere disponibilità finanziarie sufficienti.

Nella proiezione di fine anno è quindi importante affiancare alla stima dell’utile anche un’analisi dei principali flussi finanziari attesi: crediti da incassare, fornitori da pagare, rate di finanziamenti, stipendi, contributi, imposte e altre uscite previste.

Un’impresa potrebbe infatti chiudere l’esercizio con un utile significativo ma avere contemporaneamente una parte importante del proprio capitale assorbita dai crediti verso clienti o dalle scorte di magazzino.

Individuare in anticipo queste situazioni permette di programmare meglio la liquidità necessaria per gli ultimi mesi dell’anno e per le scadenze successive.

Quanto peseranno imposte e contributi?

La proiezione del risultato permette anche di effettuare una prima stima del carico fiscale e contributivo collegato al 2026.

Naturalmente il calcolo definitivo potrà essere effettuato soltanto quando saranno disponibili tutti i dati dell’esercizio. Tuttavia una simulazione consente già di individuare un ordine di grandezza e quindi di programmare le risorse finanziarie necessarie.

Questo aspetto è particolarmente utile quando l’anno sta andando molto meglio rispetto al precedente. Un incremento significativo dell’utile può infatti comportare anche un maggiore carico fiscale futuro.

Conoscere questa situazione alcuni mesi prima della chiusura permette di evitare che le successive scadenze arrivino come un costo inatteso e consente di organizzare più razionalmente la gestione finanziaria dell’attività.

È il momento giusto per valutare gli investimenti?

La parte finale dell’anno può essere anche il momento per verificare gli investimenti già programmati dall’impresa.

Il principio dovrebbe però essere molto chiaro: non ha senso sostenere una spesa esclusivamente con l’obiettivo di ridurre le imposte. Un investimento dovrebbe prima di tutto essere utile all’attività, aumentarne l’efficienza, la capacità produttiva o la competitività.

La proiezione di fine anno può però aiutare a capire se un investimento che l’azienda aveva comunque intenzione di realizzare possa essere programmato in modo più efficace, verificandone anche il trattamento fiscale e l’eventuale presenza di agevolazioni.

Nel 2026, ad esempio, è operativo il Nuovo Piano Transizione 5.0 – Iperammortamento, destinato a determinati investimenti in beni strumentali tecnologicamente avanzati e nell’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili. La misura riguarda gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028 e prevede, nel rispetto dei requisiti previsti, una maggiorazione fiscale del costo di acquisizione dei beni agevolabili.

L’esistenza di un’agevolazione, tuttavia, non dovrebbe mai essere considerata da sola sufficiente per decidere un investimento: devono essere valutati necessità aziendali, ritorno economico, liquidità disponibile, tempi di realizzazione e requisiti richiesti dalla singola misura.

Investire entro dicembre significa sempre ridurre le imposte 2026?

È importante evitare una semplificazione frequente. Acquistare un bene entro la fine dell’anno non significa automaticamente poter dedurre l’intero costo dal reddito 2026.

Il trattamento fiscale dipende dalla natura della spesa e dalle regole applicabili. Nel caso dei beni strumentali, ad esempio, il costo viene normalmente distribuito nel tempo attraverso il processo di ammortamento e assumono rilevanza anche il momento in cui il bene entra effettivamente in funzione e gli eventuali requisiti previsti dalle specifiche agevolazioni.

Per questo motivo la valutazione dovrebbe essere effettuata prima di procedere all’acquisto, verificando l’impatto effettivo dell’operazione e non basandosi soltanto sull’idea generica di “fare costi entro dicembre”.

Controllare crediti, debiti e magazzino

La proiezione di fine anno rappresenta anche un’occasione per verificare alcune voci che durante l’attività quotidiana rischiano di ricevere meno attenzione.

I crediti verso clienti, ad esempio, dovrebbero essere analizzati per individuare eventuali posizioni scadute o difficilmente recuperabili. Allo stesso modo è utile verificare i debiti verso fornitori, le scadenze finanziarie e gli eventuali impegni assunti per i mesi successivi.

Per le imprese che gestiscono merci e prodotti assume importanza anche il magazzino. Un aumento delle rimanenze può assorbire liquidità e fornire indicazioni importanti sull’andamento delle vendite e sulla gestione degli acquisti.

Questi dati contribuiscono a costruire una fotografia più realistica della situazione aziendale rispetto alla sola analisi del fatturato.

Confrontare il 2026 con gli anni precedenti

Un altro elemento utile è il confronto con gli esercizi precedenti.

Non basta sapere che il fatturato è aumentato: è importante capire se sono migliorati anche i margini. Non basta sapere che l’impresa genera utile: occorre verificare se quell’utile è cresciuto o diminuito rispetto alle risorse impiegate e ai costi sostenuti.

Un confronto tra 2026, 2025 e, quando significativo, gli anni precedenti può evidenziare tendenze che il dato del singolo esercizio non rende immediatamente visibili.

Si può così scoprire, ad esempio, che i ricavi stanno aumentando ma la marginalità si sta progressivamente riducendo oppure che alcune categorie di costo stanno crescendo più velocemente del volume d’affari.

Dalla contabilità alla pianificazione

La contabilità non dovrebbe servire soltanto a rispettare gli adempimenti fiscali. I dati prodotti durante l’anno possono diventare uno strumento prezioso per orientare le decisioni dell’impresa.

Una proiezione economica e fiscale di fine anno consente di utilizzare le informazioni disponibili per rispondere in anticipo ad alcune domande fondamentali: come potrebbe chiudersi il 2026? Quale liquidità sarà necessaria nei prossimi mesi? Quale potrebbe essere il carico fiscale? Ci sono investimenti già previsti che è opportuno analizzare? Esistono squilibri nei costi, nei crediti o nella gestione finanziaria?

Settembre e l’inizio del quarto trimestre rappresentano quindi un buon momento per effettuare questa analisi. Ci sono ancora alcuni mesi davanti e, soprattutto, c’è ancora la possibilità di prendere decisioni prima della chiusura dell’esercizio.

Proiezione di fine anno 2026: il supporto di Studio92

Aspettare la chiusura dell’anno significa conoscere il risultato quando ormai l’esercizio è terminato. Effettuare una proiezione nei mesi precedenti consente invece di anticipare le informazioni e programmare meglio le decisioni.

Studio92 è a disposizione di imprese e professionisti per analizzare l’andamento del 2026, elaborare una proiezione del risultato economico, stimare il possibile carico fiscale e contributivo e valutare gli investimenti e le principali decisioni da programmare negli ultimi mesi dell’anno.

Il quarto trimestre è il momento giusto per fare il punto sulla propria attività e arrivare alla chiusura del 2026 con una visione più chiara della situazione economica, finanziaria e fiscale.